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Agevolazioni prima casa: si possono fruire anche in caso di acquisto e accorpamento di due appartamenti adiacenti?

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Nel caso di acquisto di due piccoli appartamenti che saranno
subito accorpati in un’unica unità immobiliare da adibire ad
abitazione principale, è possibile usufruire delle
agevolazioni prima casa?

È un argomento che era già stato trattato dall’Agenzia delle
Entrate con la risoluzione 19 dicembre 2017, n.
154/E
nella quale aveva risposto ad un quesito posto
da un contribuente in riferimento alla possibilità di usufruire
dell’agevolazione prima casa per un immobile da accorpare ad altri
due già posseduti a condizione che si proceda alla fusione delle
tre unità immobiliari e che l’abitazione risultante dalla fusione
non rientri nelle categorie A/1, A/8 o A/9 (leggi articolo).

Nel caso di specie, al quesito, posto attraverso la posta di
FiscoOggi, l’Agenzia ha risposto che il beneficio prima casa spetta
ad entrambe le unità immobiliari a patto che dopo la fusione
l’abitazione risultante possieda le caratteristiche catastali
indicate dalla normativa di favore (non deve cioè appartenere alle
categorie catastali A/1, A/8 e A/9) e in presenza di tutte le altre
condizione soggettive ed oggettive previste.

Si può usufruire dell’agevolazione sia nel caso di acquisto
contemporaneo delle unità immobiliari contigue sia nel caso in cui
venga acquistata un’unità immobiliare confinante alla casa già
posseduta, allo scopo di creare un’unica unità abitativa. In
quest’ultimo caso, il beneficio spetta a prescindere dalla
circostanza che l’immobile già posseduto sia stato acquistato con
le agevolazioni “prima casa” o senza averne usufruito.

Ricordiamo che le condizioni necessarie per la fruizione dei
benefici “prima casa” sono dettate dalla nota II-bis posta in calce
all’articolo 1 della Tariffa, parte prima, allegata al DPR n.
131/1986, la quale stabilisce che costituiscono condizioni ostative
alla fruizione dei benefici, tra l’altro, la titolarità di altra
casa di abitazione nello stesso comune del nuovo acquisto, ovvero
acquistata con le agevolazioni, indipendentemente dal luogo in cui
essa è situata. Nel dettaglio, per l’applicazione dell’aliquota del
2% sugli atti traslativi a titolo oneroso della proprietà di case
di abitazione non di lusso e agli atti traslativi o costitutivi
della nuda proprietà, dell’usufrutto, dell’uso e dell’abitazione
relativi alle stesse, devono ricorrere le seguenti condizioni:

a) che l’immobile sia ubicato nel territorio del comune in cui
l’acquirente ha o stabilisca entro diciotto mesi dall’acquisto la
propria residenza o, se diverso, in quello in cui l’acquirente
svolge la propria attività ovvero, se trasferito all’estero per
ragioni di lavoro, in quello in cui ha sede o esercita l’attività
il soggetto da cui dipende ovvero, nel caso in cui l’acquirente sia
cittadino italiano emigrato all’estero, che l’immobile sia
acquistato come prima casa sul territorio italiano. La
dichiarazione di voler stabilire la residenza nel comune ove è
ubicato l’immobile acquistato deve essere resa, a pena di
decadenza, dall’acquirente nell’atto di acquisto;

b) che nell’atto di acquisto l’acquirente dichiari di non essere
titolare esclusivo o in comunione con il coniuge dei diritti di
proprietà, usufrutto, uso e abitazione di altra casa di abitazione
nel territorio del comune in cui è situato l’immobile da
acquistare;

c) che nell’atto di acquisto l’acquirente dichiari di non essere
titolare, neppure per quote, anche in regime di comunione legale su
tutto il territorio nazionale dei diritti di proprietà, usufrutto,
uso, abitazione e nuda proprietà su altra casa di abitazione
acquistata dallo stesso soggetto o dal coniuge con le agevolazioni
di cui al presente articolo ovvero di cui all’articolo 1 della
legge 22 aprile 1982, n. 168, all’articolo 2 del decreto-legge 7
febbraio 1985, n. 12, convertito, con modificazioni, dalla legge 5
aprile 1985, n. 118, all’articolo 3, comma 2, della legge 31
dicembre 1991, n. 415, all’articolo 5, commi 2 e 3, dei
decreti-legge 21 gennaio 1992, n. 14, 20 marzo 1992, n. 237, e 20
maggio 1992, n. 293, all’articolo 2, commi 2 e 3, del decreto-legge
24 luglio 1992, n. 348, all’articolo 1, commi 2 e 3, del
decreto-legge 24 settembre 1992, n. 388, all’articolo 1, commi 2 e
3, del decreto-legge 24 novembre 1992, n. 455, all’articolo 1,
comma 2, del decreto- legge 23 gennaio 1993, n. 16, convertito, con
modificazioni, dalla legge 24 marzo 1993, n. 75, e all’articolo 16
del decreto-legge 22 maggio 1993, n. 155, convertito, con
modificazioni, dalla legge 19 luglio 1993, n. 243.

A cura di Redazione
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