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Art. 27 codice di procedura civile – Foro relativo alle opposizioni all’esecuzione

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L’articolo in esame fa riferimento alle cause di opposizione contemplate dagli artt. 615 e 619 c.p.c. (a cui viene fatto rinvio), stabilendo che in questi casi la competenza territoriale spetta inderogabilmente al giudice del luogo in cui avviene l’

esecuzione

.

In particolare, l’

art. 615 del c.p.c.

fa riferimento all’opposizione con cui viene contestato il diritto della parte istante di procedere all’esecuzione, mentre l’

art. 619 del c.p.c.

si riferisce alle opposizioni promosse da un terzo che intende vantare un diritto reale sul bene.

Lo stesso primo comma della norma fa salva la disposizione di cui al terzo comma dell’

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art. 480 del c.p.c.

, norma che sancisce l’obbligo per la parte istante di dichiarare la

residenza

o eleggere

domicilio

nel Comune in cui ha sede il giudice competente per l’esecuzione; sarà proprio a questo giudice che spetterà la competenza a conoscere dell’opposizione a

precetto

.

Infatti, continua la stessa norma dicendo che, nel caso in cui il precetto non contenga la dichiarazione di residenza o l’elezione di domicilio della parte istante nel comune in cui ha sede il giudice competente per l’esecuzione, l’opposizione a precetto andrà proposta davanti al giudice del luogo in cui esso è stato

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notificato

, ossia quello del luogo di residenza del debitore opponente.

Nell’ottica di una corretta applicazione dell’art. 480 comma 3 c.p.c. ed al fine di impedirne ogni sua strumentalizzazione, prevale in giurisprudenza la tesi secondo cui, onde evitare che il creditore procedente scelga discrezionalmente il foro competente, l’elezione di domicilio dallo stesso compiuta nell’atto di precetto vale a radicare la competenza del giudice dell’esecuzione e ad escludere il foro sussidiario del luogo della notifica del precetto stesso solo se, in caso di contestazione di tale competenza, l’istante dia prova che, nel luogo prescelto, si trovino cose del debitore da sottoporre ad esecuzione.

Per contestare la competenza del luogo in cui il creditore ha eletto domicilio, il debitore dovrà proporrre opposizione davanti al giudice del luogo in cui il precetto gli è stato notificato.

Qualora nell’atto di precetto siano presenti più dichiarazioni o più elezioni di domicilio, in considerazione del fatto che con uno stesso precetto si possono portare avanti più esecuzioni, anche di specie diversa (tra le quali il creditore si riserva di scegliere successivamente), si avranno dei fori concorrenti.

Il secondo comma si occupa delle cause di opposizione a singoli atti esecutivi, per le quali va ricordato che:

  1. se l’esecuzione è già iniziata, sarà competente il giudice della stessa;
  2. se l’esecuzione non è ancora iniziata, il giudice territorialmente competente si individua ex art. 480 co. 3 c.p.c.

Infatti, secondo la prevalente dottrina, l’assenza in questo secondo comma del richiamo al 3° comma del suddetto articolo, è dovuta ad un mero difetto di coordinamento, e ciò tenuto anche conto del fatto che lo stesso primo comma dell’art. 617 c.p.c. prevede espressamente che le opposizioni relative alla regolarità formale del

titolo esecutivo

e del precetto si propongono, prima che sia iniziata l’esecuzione, davanti al giudice indicato all’art. 480 comma 3 c.p.c.

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E’ stato in dottrina rilevato che, accanto alla distinzione tra cause di opposizione all’esecuzione (disciplinate dal primo comma) e cause di opposizione agli atti esecutivi (di cui al secondo comma), occorre operare un’altra distinzione, ovvero quella tra opposizioni promosse dal debitore anteriormente all’inizio dell’esecuzione (cioè, prima della notifica del precetto) e opposizioni promosse ad esecuzione già iniziata.

Si ritiene, infatti, che per le prime (anteriori alla notifica del precetto e successive alla notifica del solo titolo esecutivo), con le quali si vuole contestare il diritto della parte intimante di procedere ad esecuzione forzata, il giudice competente debba essere identificato in base ai criteri generali di cui agli artt. 18 e ss. c.p.c., che disciplinano la competenza nel giudizio di cognizione ordinario.

Nel caso, invece, di opposizione promossa dopo la notifica del precetto, ma prima dell’inizio dell’esecuzione, troverà applicazione il primo comma della norma in esame.

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